Archive for the ‘ZITTAZITTA’ Category

…MY GOD. IT’S FULL OF STARS!

Sono le ventidue di domenica, due giorni con troppo vento per fare regata, tutte le barche a terra e conoscere una classe e la sua gente, tempo da perdere, mani da stringere.

Sono le ventidue, due uomini mollano l’ormeggio per finire una storia, vento fresco di tramontana, aria secca nella notte. Zitta Zitta alza la randa, Marco tiene il timone, si apre il genoa, dieci ore da fare in due nella notte.

Il cielo è piano di stelle, ci navighiamo sotto, seguamo i fari della notte nella stessa rotta di sempre. Venti anni della stessa rotta, sempre in due, una volta era con mio padre, posso raccontarle ad occhi chiusi le luci della notte che va a nordovest, e lo faccio, e le racconto all’armatore. C’è Giglio castello che lo vedi da lontano sospeso nel vuoto, e i lampi di giannutri che vengono prima e lasci a sinistra, c’è il ponte su monte telegrafo sopra la sagoma scura dell’argentario, ci sono le navi da rilevare e percherecci coi loro diesel lenti che senti da lontano.

La notte è bella, femmina, la luna solo una piccola falce che sorge dopo le tre da porto Santo Stefano, Zitta Zitta fila liscia e potente col suo passo di bolina lanciata, ogni tanto sbatte e fa sentire che è lei.

Prima dell’alba abbocca qualcosa, lo trascino per un’ora e più mentre lo skipper dorme di sotto, mastico le onde corte: poggia-orza, poggia-orza. Col primo sole vado al vento e lui recupera la lenza, TONNO sale a bordo non troppo convinto con una bella faticata, si dibatte nel pozzetto. Dopo un’ora o più tirato a 7,3-7,4 è stanco morto, poi morto e basta, e fa tristezza vederlo li, venticinque chili buoni di bestia tutta muscoli per l’acqua azzurra del mare aperto.

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Di Punta Ala non parlo, ne dell’ultimo ormeggio, perchè anche se lo do a vedere meno dell’armatore sono triste anch’io. Zitta Zitta è stata grande, non ha mollato mai, come quella volta dietro Lipari col robin e due mani a sbattere come matti su onde fatte di schiuma.

E adesso ci saranno altre storie di cui scrivere l’inizio.

L’ultimo miglio

Due giorni in mare, pieni fino al tramonto. Due giorni e sono un uomo nuovo, più disteso, ho ritrovato la voglia di fare e il piacere nelle mani che lavorano. Bella regata, e rassetto approfondito, Zitta Zitta ha fatto la sua ultima regata ed è pronta per l’ultimo viaggio verso il cantiere. Quando riprenderà il mare sarà una barca diversa, con un’anima che non è la sua.

Due giorni in barca e sto davvero bene, la verità è che quello che passo a terra è tutto tempo perso: vita in bretone.

Sette giorni dopo

Roma per tutti, che vai a capire perchè visto che a Roma ci si passa solo davanti e pure pregando che il vento non molli

ZittaZitta, il suo equipaggio e più di 500 miglia.

Lista equipaggiamento individuale

Obbligatorio:

Coltello affilato con lama seghettata (per tagliare spectra e kevlar quella a filo continuo non è il massimo)

Torcia tascabile stagna o comunque ben impermeabile tipo MagLite, batterie di scorta.

Medicinali contro il mal di mare

Cerata completa per tempo duro

Scarpe da barca con suola pulita

Sacco in plastica per la biancheria

Consigliati:

Luce stroboscopica stagna (tipo da immersione)

Pinza multiutensile

Telefono GSM

Lenzuolo singolo (il saccoletto è inservibile di giorno se c’è cielo sereno)

Scorta di cleenex

Guanti da vela in buone condizioni

Occhiali da sole

Salvagente autogonfiabile personale se l’avete (altrimenti ne sono già stati predisposti a bordo).

Crema solare ad alto fattore di protezione 

Il tutto in un sacco morbido di facile stivaggio.

Ricontrollate la lista ogni tanto perchè potrei aggiornarla.

Not so (almost)last, this time

Il campionato invernale di Riva di Traiano, trofeo Moby d’Inverno organizzato dal CNRT, è finito ieri con una regata partita in orario e finita con poco vento e una poppa da scoppiare di caldo. Non è andata male nel complesso, regate sbagliate o azzeccate nella tattica un po’ a fortuna, con salti di vento che abbiamo pagato o ci hanno favorito. Zitta Zitta (ITA15161) è andata più o meno sempre a punti, e non è per niente un cattivo risultato in un invernale di questo livello tecnico, ma la cosa di cui sono davvero felice è che faccio parte di un buon equipaggio che è cresciuto e bene durante questo campionato di circolo senza tensioni e discussioni che non si risolvano tirata giù la randa. Ho fiducia in ognuno di loro e per uno come me, tra il pignolo e il paranoico,  vuol dire molto. Sono felice di essere stato imbarcato per questo invernale con gente che si impegna a fare bene senza stizze o botte da prima donna, ma con testa e anche con senso dell’umorismo, che poi è sempre colpa dei prodieri nella vela anche se non c’entrano nulla. Lo spirito degli invernali è anche questo, formare e allenare gli equipaggi per le più impegnative regate primaverili ed estive, come gli italiani e gli assoluti IMS e le regate lunghe del mediterraneo che davvero dovrebbero essere l’anima dell’altura e che invece non sono poi così considerate a differenza dei bastoni tra boe della domenica all’ora di pranzo. Mettere spi con vento forte è ormai una manovra che si affronta con sicurezza e coordinazione, ed è un gran bel risultato vista l’intrinseca instabilità della barca e la sensibilità che ha alle regolazioni. Un ventisettesimo posto in overall ammetto che da soddisfazione come anche il quarto posto in categoria due dietro al MUMM36 di Dudi Coletti. Quello che non ha prezzo è essere il secondo Gran Soleil 40 su 5 regatanti sul serio (il sesto è entrato nelle ultime regate), e sono soddisfazioni che i monotipisti e i formulisti capiscono bene. La cosa che mi è piaciuta di meno è correre in IRC, il rating non compensa a sufficienza la mancanza di raddrizzamento della barca e quindi le prendiamo un po’ da tutti anche quando non ce lo meriteremmo.

Grazie a Marco per avermi imbarcato a scatola chiusa.

Regatare col proprio padre è strano, dividere lo stesso ruolo non particolarmente traumatico, non si incazza più come una volta devo dire.

La terza volta che si è spaccato il perno di fissaggio della regolazione fine (e ne ho preso in faccia i componenti) del trasto in regata una madonna l’avrei tirata volentieri. E anche lontano.

La cosa che ho trovato più disorientante è stata l’assenza totale di bestemmie, imprecazioni, e urla poco da gentleman rivolte all’interno e all’esterno del pozzetto, vengo dalla scuola che dice che le barche a vela hanno due sistemi di propulsione legittimi (regola 42 alla toscana) in regata: il vento e le imprecazioni. Secondo me qualche altra posizione la guadagnavamo…

Prossimo giro: Moby Roma X Tutti.

Immagine Casuale

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Data: 24/02/2008

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