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Moby Grand (presa per il paterazzo) Prix: parliamone

Il Moby Grand Prix è il trofeo che premia l’armatore più vittorioso nell’insieme delle regate organizzate dal Circolo Nautico Riva di Traiano nell’arco dell’anno solare: seconda manche campionato invernale, moby roma per due roma per tutti, moby roma giraglia, prima manche del campionato invernale successivo. Detta così sembrerebbero quattro regate ma visto che si parla di vela d’altura e non di laser che fanno a sportellate approfondiamo un po’ più il discorso parlando della cosa che conta davvero: le miglia nautiche.

Campionato invernale seconda e prima manche: 90 miglia nautiche (NM)  in tutto, a voler essere generosissimi possiamo contabilizzarne 100 tutte corse inshore ovviamente.

Moby roma per tutti: 526 miglia nautiche offshore con percorso chiuso quindi con grande probabilità di sperimentare tutte le andature.

Moby roma giraglia: 250 miglia offshore/inshore  in acque che possiamo considerare parzialmente protette in diversi tratti per la presenza dei ridossi offerti dalla corsica e dall’arcipelago toscano.

Uno pensa che dovendo fare un Gran Premio per l’armatore che ha conseguito più vittorie, e ricordiamoci che attraverso l’armatore si premia la barca stessa e il suo equipaggio (perchè non è il laser di cui sopra), il peso di una regata o serie di regate sia ben calibrato nel sistema di punteggio. Andiamo a vedere?

TROFEO MOBY GRAND PRIX 2008

REGOLAMENTO

FINALITA’
Il Circolo Nautico Riva di Traiano, con una speciale classifica a punti, intende premiare quegli Armatori che con le loro imbarcazioni risultino aver riportato annualmente i migliori risultati sportivi in almeno tre delle seguenti manifestazioni da esso organizzate.
Le prove del Campionato Invernale all’inizio dell’anno.
La Roma per Due – Roma per Tutti.
La Roma Giraglia.
Le prove del Campionato Invernale alla fine dell’anno.
PUNTEGGI
I punteggi sono così calcolati: l’imbarcazione risultata prima nella classifica finale ufficiale della prova (Roma per Due – Roma per Tutti, Roma Giraglia) o della serie di prove (Campionati Invernali) riceve tanti punti quanti sono gli iscritti. L’imbarcazione che finisce seconda riceve tanti punti quanti sono gli iscritti, meno uno. L’imbarcazione che finisce terza riceve tanti punti quanti sono gli iscritti, meno due. E così via. I punteggi sono poi moltiplicati per i coefficienti di seguito indicati.
Le prove del Campionato Invernale all’inizio dell’anno, coeff. 1
La Roma per Due – Roma per Tutti, coeff. 2
La Roma Giraglia, coeff. 1.5
Le prove del Campionato Invernale alla fine dell’anno, coeff. 1.

CLASSIFICHE
Vince l’armatore che ha totalizzato il punteggio maggiore su tre o quattro delle manifestazioni prese in esame.
Per le prove dei Campionati Invernali varrà la classifica overall nei rispettivi raggruppamenti Regata o Gran Crociera, calcolata senza scarto.
Per la Roma per Due – Roma per Tutti e la Roma Giraglia, varrà la classifica overall dei raggruppamenti per Due, per Tutti.
La partecipazione a tutte e quatto le manifestazioni aggiunge un bonus di 10 punti.
A parità di punti prevarrà l’Armatore che ha totalizzato il miglior punteggio nella manifestazione a maggior numero di partecipanti. In caso di ulteriore parità prevarrà l’ Armatore che avrà partecipato a più manifestazioni.
” (riporto il testo tratto dal sito del circolo)

Quindi i punti vengono attribuiti a punteggio massimo invece che minimo, si può fare indubbiamente ma nel mondo della vela è già una cosina che ti fa rileggere il regolamento del premio per vedere se hai capito bene, il suddetto punteggio poi è legato al numero di barche classificate e non al tipo di regata in se. Stando così le cose è ovvio che le regate degli avvoltoi sulle boe, leggi campionati invernali, valgano punteggi fuori dal mondo rispetto alle altre due regate offshore perchè trovare qualcuno che ha voglia di uscire la domenica è molto meno complicato che mettere su un equipaggio per far correre una barca 24 ore su 24 per giorni.

Diciamolo con i numeri in un esempio concreto di un armatore appassionato che sceglie di non imbarcare professionisti e mette su un equipaggio compatto di velisti che lo fanno per piacere e sport. Il nostro armatore mette su l’equipaggio poco prima del campionato invernale, fa qualche uscita, a bordo si distribuiscono i ruoli, si sfrutta il campionato invernale come allenamento ma le giornate sono corte e si riesce a fare poco lavoro in mare nella prima manche quindi nella seconda l’equipaggio ancora sta crescendo e cercando i tempi giusti e la fluidità di manovra. Mancano ancora gli automatismi ma sono ragazzi e ragazze che si impegnano e riescono a piazzare la barca in trentunesima posizione, corrono 65 barche quell’invernale, non è un numero insolito per il campionato di Riva di Traiano, l’armatore che è anche lo skipper prende 35 punti. Una pausa, la primavera allunga le giornate, tempo per mettere a punto la barca per la regata più importante dell’anno qui a Riva di Traiano, una delle pochissime regate offshore veramente lunghe nel tirreno, l’equipaggio è pronto e conosce ormai bene la barca, è allenato da tutto il campionato invernale, si buttano i sacchi a bordo e si stacca la passerella.  Affronteranno un tempo molto duro e finiranno sesti, in una regata lunga e difficoltosa che costringerà al ritiro dieci barche, punti 32. Anche prendendo i 32 punti che ho elargito con magnanimità rimangono 3 punti sotto alla loro prestazione di trentesimi nella seconda manche che in tutto non arriva a 50 miglia. Si comincia a capire la questione, le regate lunghe contano molto poco prechè ci si bagna i piedini e non si torna a pranzo al ristorante della piazzetta. Manca ovviamente al giraglia a questo punto, sono 250 miglia in piena estate una buona occasione per l’armatore/skipper di mettersi alla prova e vedere come porta la barca in regata con il minimo aiuto, decide di correrla in doppio e quindi si iscrive alla categoria per due. Io finisco a terra e gli corro contro con un’altra barca nella stessa categoria, ma sono dettagli divertenti conditi da spirito puramente sportivo ed è bello stringersi la mano dopo l’arrivo, per una volta aversari. L’armatore e la sua barca finiscono secondi, ma siamo in quattro… 250 miglia in due con un bel vento valgono 4,5 punti. Ringraziare cortesemente il comitato.

L’anno lavorativo ricomincia, chi viene chi va chi cambia continente, si rimette su equipaggio per la prima manche del nuovo campionato invernale. La barca trova posto in porto solo a ridosso del campionato, ci si comincia ad allenare ma sembra di ripartire dai nodi, regate tutte con ventone e un po’ d’onda di cui una non è neanche partita per le condizioni meteo proibitive (sinceramente rendo grazie al comitato, vi ho voluto bene in quel momento ragazzi) quindi il conto si fa sulle tre prove ed è magro e tristo, diciamo il 41esimo posto ma questanno ci sono 63 iscritti quindi prendono 23 punti per 38 miglia e l’armatore li prende con loro. Adesso abbiamo un bonus di 10 per aver partecipato a tre regate o più ma non si è ancora parlato del tostapane.

Totale  invernali 80 miglia scarse percorse mediocremente : 58 punti

Totale regate offshore 776 miglia con ottimi risultati: 36,5

L’importante è partecipare: 10 punti

Tutte regate fatte con la stessa barca, con lo stesso certificato (a parte il rinnovo annuale), con le stesse vele, e con lo stesso skipper che poi è l’armatore.

Il succo e che l’offshore non conta niente, ma proprio niente, e capisco perchè regate che offrono percorsi splendidi vengano disertate.

Però un buon modo di vincere c’è adesso che mi viene in mente: con una barca piccola e competitiva faccio gli invernali prendendo magari qualche buon professionista per i ruoli chiave e le tattica, tanto è solo la domenica mattina in fondo, sono otto giornate spalmate su un anno. 526 miglia me le faccio su un bel barcone che quel periodo si rischia sempre vento serio. L’estiva me la faccio tranquillamente con gli amici e la barca piccola tanto si rischia la bonaccia. All’invernale successivo poi lo so già che cosa fare. Evviva ho vinto il TOSTAPANE. Sono un grande armatore di diverse barche, il che magari va un po’ in conflitto con lo spirito del Grand Prix ma chi se ne frega, le regole che non si possono rompere si possono sempre piegare o al limite interpretare.

In breve se avete una buona barca e un buon equipaggio e non vi frega del tostapane affittate il nome sul certificato, voi fate le regate vi divertite e vi pagate un fiocco o una randa nuovi, gli ultimi compositi rivestiti sono meravigliosi, e qualcuno potrà felicemente ritirare la coppetta.

Si, la vela d’altura deve tornare in tempo per il pranzo al ristorante, non lo sapevate? This is offshore racing italian style. Speriamo che non sia il tipo di stile italiano che piace tanto nel mondo.

Anche far uscire il regolamento per il premio a giochi fatti è una mossa di gran classe devo dire, ma non voglio metterci malizia perchè sono cose che capitano spesso in buona fede, la malizia c’è nella sproporzione del regolamento stesso e quella basta.

Il faro della roccia, andata + ritorno

Duecentocinquanta miglia tutte col vento dallo stesso lato, col lasco sali, al lasco scendi. In due mai stati in barca prima insieme, in due per un 31 piedi che più da regata non potrebbe essere. Moby Giraglia veloce veloce veloce, edizione dei nuovi record, il tempo di pochi panini fatti e mangiati sulla falchetta sopravvento, di planate una dietro l’altra per cento miglia e più venedo giù per il Tirreno. Gran bella barca, veloce e sicura, leggerissima e potente, il log dichiara 15.9 nodi fuori Giannutri mentre vola sull’acqua senza sbattere spinta da 25 nodi di maestrale. E viene da non crederci. Timoniere di grande istinto e sensibilità che conosce la barca e la sa portare al massimo: Paolo Brinati. Io che cambio le vele di prua tutte le volte che serve, poi faccio peso e poco altro. Ammainare il gennaker con la prua vuota mentre planiamo a 12-13 nodi per poi issarre il genoa leggero, e poi di nuovo su gennaker e via leggero. E lo spi da bonaccia usato solo un paio d’ore neanche, e il simmetrico a 7/8 con la bugna strappata le prime ore. L’Este 31 va sempre, come a far finta di niente, anche se troppo carico di tela, anche se troppo veloce, anche se l’infieritura della randa è incattivata e non si riesce a tenderla ne a farla scendere. Lei corre, non sbatte mai, non si ingavona, in due è leggera e si tiene sempre su.

Prima X2, per me e per Paolo, edizione dei record, qualcosa da ricordare.

“Tagliando il traguardo di Riva di Traiano questa mattina alle 2.25, l’open 40 Alisea con gli skipper Stefano Mango e Giampaolo Pavesi ha vinto la Moby Roma Giraglia, bissando il successo ottenuto nella Moby Roma per 2 edizione 2007. Secondo si è piazzato il Grand Soleil 40 Zitta Zitta di Giovanni Fregola e Marco Emili e terzo l’Este 31 S di Paolo Brinati e Carlo Pulcini.”*

“Vincitore della Moby Roma Giraglia per 2 (equipaggio di sole 2 persone) è “Alisea”, l’open 40 portato da Stefano Mango e Giampaolo Pavesi. Dietro a lui “Zitta Zitta”, il Grand Soleil 40 con a bordo Giovanni Fregola e Marco Emili. Terzo l’ “Este 31S” portato da Paolo Brinati e Carlo Piccini. Quarto “Diversa”, il First 31.7 con a bordo l’equipaggio misto composto da Cristina Ripani e Gabriele Masina.”*

E pure se mi sbagliano il nome nei comunicati stampa non me ne frega niente.
Per correre si corre, e fino all’ultimo metro abbiamo corso.

ALISEA MANGO STEFANO OPEN 40 05/07/08 02:25:18

ZITTA ZITTA EMILI MARCO GS 40 05/07/08 02:55:08

ESTE 31 S BRINATI PAOLO ESTE 31 05/07/08 03:45:53

DIVERSA MASINA GABRIELE FIRST 31.7 05/07/08 06:43:00

50 minuti dietro Marco, il mio skipper e armatore, e un’ora e venti dietro un open40.

*comuticati stampa del Circolo Nautico Riva di Traiano

Sette giorni dopo

Roma per tutti, che vai a capire perchè visto che a Roma ci si passa solo davanti e pure pregando che il vento non molli

ZittaZitta, il suo equipaggio e più di 500 miglia.

Immagine Casuale

carlopulcini-1405.jpg

Data: 18/04/2008

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