… e tornano anche.
La flotta meteo rdel lazio di ritorno, arrivo della regata costiera Fiumicino-SantaMarinella.
Su questa storia che anche il vento è relativo, per non parlare del resto…
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La flotta meteo rdel lazio di ritorno, arrivo della regata costiera Fiumicino-SantaMarinella.
ore 11:26, vento medio 18 KN
Duecentocinquanta miglia tutte col vento dallo stesso lato, col lasco sali, al lasco scendi. In due mai stati in barca prima insieme, in due per un 31 piedi che più da regata non potrebbe essere. Moby Giraglia veloce veloce veloce, edizione dei nuovi record, il tempo di pochi panini fatti e mangiati sulla falchetta sopravvento, di planate una dietro l’altra per cento miglia e più venedo giù per il Tirreno. Gran bella barca, veloce e sicura, leggerissima e potente, il log dichiara 15.9 nodi fuori Giannutri mentre vola sull’acqua senza sbattere spinta da 25 nodi di maestrale. E viene da non crederci. Timoniere di grande istinto e sensibilità che conosce la barca e la sa portare al massimo: Paolo Brinati. Io che cambio le vele di prua tutte le volte che serve, poi faccio peso e poco altro. Ammainare il gennaker con la prua vuota mentre planiamo a 12-13 nodi per poi issarre il genoa leggero, e poi di nuovo su gennaker e via leggero. E lo spi da bonaccia usato solo un paio d’ore neanche, e il simmetrico a 7/8 con la bugna strappata le prime ore. L’Este 31 va sempre, come a far finta di niente, anche se troppo carico di tela, anche se troppo veloce, anche se l’infieritura della randa è incattivata e non si riesce a tenderla ne a farla scendere. Lei corre, non sbatte mai, non si ingavona, in due è leggera e si tiene sempre su.
Prima X2, per me e per Paolo, edizione dei record, qualcosa da ricordare.
“Tagliando il traguardo di Riva di Traiano questa mattina alle 2.25, l’open 40 Alisea con gli skipper Stefano Mango e Giampaolo Pavesi ha vinto la Moby Roma Giraglia, bissando il successo ottenuto nella Moby Roma per 2 edizione 2007. Secondo si è piazzato il Grand Soleil 40 Zitta Zitta di Giovanni Fregola e Marco Emili e terzo l’Este 31 S di Paolo Brinati e Carlo Pulcini.”*
“Vincitore della Moby Roma Giraglia per 2 (equipaggio di sole 2 persone) è “Alisea”, l’open 40 portato da Stefano Mango e Giampaolo Pavesi. Dietro a lui “Zitta Zitta”, il Grand Soleil 40 con a bordo Giovanni Fregola e Marco Emili. Terzo l’ “Este 31S” portato da Paolo Brinati e Carlo Piccini. Quarto “Diversa”, il First 31.7 con a bordo l’equipaggio misto composto da Cristina Ripani e Gabriele Masina.”*
E pure se mi sbagliano il nome nei comunicati stampa non me ne frega niente.
Per correre si corre, e fino all’ultimo metro abbiamo corso.
ALISEA MANGO STEFANO OPEN 40 05/07/08 02:25:18
ZITTA ZITTA EMILI MARCO GS 40 05/07/08 02:55:08
ESTE 31 S BRINATI PAOLO ESTE 31 05/07/08 03:45:53
DIVERSA MASINA GABRIELE FIRST 31.7 05/07/08 06:43:00
50 minuti dietro Marco, il mio skipper e armatore, e un’ora e venti dietro un open40.
*comuticati stampa del Circolo Nautico Riva di Traiano
Obbligatorio:
Coltello affilato con lama seghettata (per tagliare spectra e kevlar quella a filo continuo non è il massimo)
Torcia tascabile stagna o comunque ben impermeabile tipo MagLite, batterie di scorta.
Medicinali contro il mal di mare
Cerata completa per tempo duro
Scarpe da barca con suola pulita
Sacco in plastica per la biancheria
Consigliati:
Luce stroboscopica stagna (tipo da immersione)
Pinza multiutensile
Telefono GSM
Lenzuolo singolo (il saccoletto è inservibile di giorno se c’è cielo sereno)
Scorta di cleenex
Guanti da vela in buone condizioni
Occhiali da sole
Salvagente autogonfiabile personale se l’avete (altrimenti ne sono già stati predisposti a bordo).
Crema solare ad alto fattore di protezione
Il tutto in un sacco morbido di facile stivaggio.
Ricontrollate la lista ogni tanto perchè potrei aggiornarla.
Il campionato invernale di Riva di Traiano, trofeo Moby d’Inverno organizzato dal CNRT, è finito ieri con una regata partita in orario e finita con poco vento e una poppa da scoppiare di caldo. Non è andata male nel complesso, regate sbagliate o azzeccate nella tattica un po’ a fortuna, con salti di vento che abbiamo pagato o ci hanno favorito. Zitta Zitta (ITA15161) è andata più o meno sempre a punti, e non è per niente un cattivo risultato in un invernale di questo livello tecnico, ma la cosa di cui sono davvero felice è che faccio parte di un buon equipaggio che è cresciuto e bene durante questo campionato di circolo senza tensioni e discussioni che non si risolvano tirata giù la randa. Ho fiducia in ognuno di loro e per uno come me, tra il pignolo e il paranoico, vuol dire molto. Sono felice di essere stato imbarcato per questo invernale con gente che si impegna a fare bene senza stizze o botte da prima donna, ma con testa e anche con senso dell’umorismo, che poi è sempre colpa dei prodieri nella vela anche se non c’entrano nulla. Lo spirito degli invernali è anche questo, formare e allenare gli equipaggi per le più impegnative regate primaverili ed estive, come gli italiani e gli assoluti IMS e le regate lunghe del mediterraneo che davvero dovrebbero essere l’anima dell’altura e che invece non sono poi così considerate a differenza dei bastoni tra boe della domenica all’ora di pranzo. Mettere spi con vento forte è ormai una manovra che si affronta con sicurezza e coordinazione, ed è un gran bel risultato vista l’intrinseca instabilità della barca e la sensibilità che ha alle regolazioni. Un ventisettesimo posto in overall ammetto che da soddisfazione come anche il quarto posto in categoria due dietro al MUMM36 di Dudi Coletti. Quello che non ha prezzo è essere il secondo Gran Soleil 40 su 5 regatanti sul serio (il sesto è entrato nelle ultime regate), e sono soddisfazioni che i monotipisti e i formulisti capiscono bene. La cosa che mi è piaciuta di meno è correre in IRC, il rating non compensa a sufficienza la mancanza di raddrizzamento della barca e quindi le prendiamo un po’ da tutti anche quando non ce lo meriteremmo.
Grazie a Marco per avermi imbarcato a scatola chiusa.
Regatare col proprio padre è strano, dividere lo stesso ruolo non particolarmente traumatico, non si incazza più come una volta devo dire.
La terza volta che si è spaccato il perno di fissaggio della regolazione fine (e ne ho preso in faccia i componenti) del trasto in regata una madonna l’avrei tirata volentieri. E anche lontano.
La cosa che ho trovato più disorientante è stata l’assenza totale di bestemmie, imprecazioni, e urla poco da gentleman rivolte all’interno e all’esterno del pozzetto, vengo dalla scuola che dice che le barche a vela hanno due sistemi di propulsione legittimi (regola 42 alla toscana) in regata: il vento e le imprecazioni. Secondo me qualche altra posizione la guadagnavamo…
Prossimo giro: Moby Roma X Tutti.